lunedì 24 marzo 2014

Un cappello da puffo

Carnevale è già passato da un pezzo, ma esistono alcuni accessori senza tempo e mai fuori moda.
Chi non ha mai desiderato un cappello da puffo?? Un simpaticissimo cappuccio bianco: splendido accessorio per il tuo look da giorno! Considerando poi che si trova facilmente online e a prezzi stracciati che oscillano tra i 3 e 10euro... Insomma, si tratta proprio di un #MustHave. Ideale per la stagione estiva per proteggersi dal sole o da una pioggerella improvvisa, il cappello da puffo di coccola con la sua incredibile morbidezza.
Comprami, io sono in vendita... Cappello da puffo (immagine)

martedì 4 marzo 2014

Charlie Chaplin e la sua bombetta

Ha fatto sorridere milioni di spettatori in tutto il mondo, è il mito della commedia cinematografica in bianco e nero e la sua bombetta è diventata il simbolo della comicità senza tempo! Charlie indossava proprio questo copricapo di feltro rigido e bombato, solitamente di colore nero, che ha conosciuto la sua massima diffusione tra il XIX e il XX secolo. Le origini del cappello risalgono al 1849, a Southwark (nei pressi di Londra), cioè quando al "cappellaio matto" Thomas William Bowler fu commissionato un cappello che fosse attillato e con la corona bassa (al contrario del cilindro fino a quel momento utilizzato) in modo tale da poter praticare la caccia a cavallo senza incappare in rami bassi o fronde che danneggiassero o facessero volare via il cappello. La bombetta, conosciuta nel mondo anche come bowler, derby o bombin, era il simbolo della classe operaia durante l'epoca vittoriana. Solo in seguito, entrò a far parte del dress code da lavoro degli ufficiali delle guardie della regina (God save the queen)... Tuttavia, in quel periodo, il copricapo più elegante rimase comunque il cilindro.
Ma se inizialmente le bombette si pagavano in sterline, oggi quanti euro servono per acquistarne una?
Io direi che con 99€ si può ottenere un bel cappello a bombetta "Bat Masterson Western Bowler Derby Hat" di feltro di lana 100% e con cupola alta 14cm, il tutto rigorosamente made in Italy. E' importante sapere, però, che la maggior parte della produzione viene ormai fatta su richiesta/prenotazione con un'attesa che si aggira indicativamente tra i 15 e i 20 giorni... Dunque muovetevi per tempo se volte godervi la vostra passeggiata a cavallo con un'elegante bombetta sulla testa.


Fonti
- wikipedia.org
- shop online at cappelleriamelegari.com


martedì 25 febbraio 2014

In moto ricorda di indossare sempre il "basco"

Il caro e vecchio basco è un copricapo di panno del tutto privo di falde e visiera. E' realizzato solitamente in maglia di lana, oppure in feltro. È spesso associato all'abbigliamento militare, poiché è proprio in questo campo che viene largamente utilizzato. L'originale basco è di qualità fina di produzione spagnola, o meglio, prodotto da Elosegui, storica azienda cappelliera a Tolosa (nei paesi baschi). I baschi di Elosegui, infatti, sono autentici e vengono prodotti ancora in pura lana con un processo di lavorazione antico, anche se oramai automatizzato (fortunatamente). Il basco è uno dei copricapi popolari più antichi e più utilizzati in tutta Europa: dalle linee semplici, dal prezzo "economico" e del tutto impermeabile, esso riassume ogni caratteristica del perfetto cappello da uomo. Viene proposto con varie larghezze di vuelo, ovvero larghezze del piatto, che vanno dai 24cm ai 34cm, passando dai 27cm che caratterizzano il basco standard. Può, inoltre, presentarsi foderato, sfoderato e in mille varianti cromatiche. 

In ambito militare, esso viene fabbricato con tessuti di diversi colori al fine di identificare le varie unità militari che lo adoperano. Di solito vi si appone un ulteriore fregio identificativo. Spesso viene leggermente calcato in cima al capo, e schiacciato solo da un lato (solitamente a destra) fino quasi ad arrivare a contatto con l'orecchio. Ma in generale, qual è il suo vero punto di forza? La praticità d'utilizzo: esso può essere arrotolato e infilato in una tasca, non pesa, non ingombra e si adatta a svariati stili di abbigliamento. In ambito civile, il basco ha spesso un abbellimento, detto purillo, una sorta di "picciuolo" posto al centro del copricapo che è il pizzo finale del filato con cui si è prodotta la maglia poi infeltrita con un procedimento simile alla lana cotta (what??). E i prezzi? Ebbene, online si trova di tutto e le cifre d'acquisto oscillano tra i 15€ e i 60€ (per un Borsalino, ovviamente).
'Accattativillo! Cappello basco (immagine)

Fonti
- Wikipedia.org
- Shop online at cappelleriamelegari.com



venerdì 21 febbraio 2014

E' un Fedora, non chiamatelo Borsalino!

Questo modello, che deve il suo nome alla famosa opera lirica della principessa Fedora di Umberto Giordano (l'interprete femminile principale indossava un copricapo simile), è un classico cappello di feltro soffice incavato nella sua lunghezza. La cupola è a tronco di cono, pizzicottata nella parte anteriore da entrambe le parti e la tesa è di media larghezza (6-8 cm). Solitamente, ha una fascia di stoffa più scura che lo circonda. Inizialmente era usato dalle donne ed era un modello sportivo che andava di gran moda nei primissimi anni del '900. Anche i cappelli simili con una C-crown (cioè una calotta "tondeggiante" in cima alla corona) vengono chiamati Fedora. Da sempre icona di eleganza, questo cappello fu indossato da personaggi del calibro di Al Capone, Humphrey Bogart e, più recentemente, Harrison Ford. Il cappello viene talvolta associato ai gangster e ai detective: nei film di Hollywood degli anni '40 a indossarlo erano solitamente personaggi che interpretavano la parte del duro. L'abito in abbinamento in genere indossato era un trench, rigorosamente scuro. Non dimentichiamo però le apparizioni di questo signor cappello nei film western, nei noir e nelle esibizioni del grande Michael Jackson ("Billie Jean" e "Smooth Criminal").

Bello è bello, elegante è elegante... ma quanto costa un Fedora??
Ebbene, online è disponibile una vasta scelta di tessuti, colori e dettagli pronti a soddisfare qualsiasi richiesta e qualsiasi portafogli. Ad esempio per un Barbisio bisogna sborsare tra i 140€ e i 170€, per un Borsalino i prezzi vanno dai 180€ ai 450€, ma i meno esigenti potranno trovare un bel Fedora anche con somme che si aggirano attorno ai 100€. Inizio a raccogliere i soldini...
Cappello Fedora (immagine)


FONTI
- Wikipedia.org
- Shop online at cappelleriamelegari.com


lunedì 20 gennaio 2014

Colbacco!

Il colbacco, chiamato in russo ušanka (ушанка), è un copricapo prevalentemente militare, ma usato anche in ambito civile, che presenta un bel rivestimento di calda pelliccia e una forma che può essere a tronco di cilindro o di cono. È caratteristico dei popoli del nord (o di quelli più freddolosi) e, durante la storia, è stato adottato anche da alcuni eserciti europei tra cui quello francese, infatti fu anche copricapo dei cacciatori a cavallo della guardia di Napoleone. Nonostante questo, nell'immaginario collettivo l'ušanka resta quasi esclusivamente associato alla divisa dei soldati sovietici della grande Armata Rossa, al popolo russo ed è tuttora considerato un simbolo nazionale della Russia. Il colbacco è un capello esclusivamente invernale e solitamente può essere di tre colori, nero, grigio e bianco. La variante in bianco aiuta a mimetizzarsi nella neve e, in situazioni di guerra, a non farsi vedere dai nemici (molto utile direi). Il colbacco scuro, invece, è indossato sia dai civili che dai militari. L'origine del nome deriva dal turco kalpakcioè "berretto di pelliccia", infatti questo copricapo è rivestito di pelo di foca/lupo/orso e presenta un tondino di pelle nera nella parte superiore. Indubbiamente il colbacco rappresenta oggi un accessorio davvero glamour e un'ottima soluzione contro il freddo, ma attenzione a non esagerare con grandezze o colori per non apparire bizzarri e ricordate di portare pazienza per i capelli completamente schiacciati una volta tolto il cappello. 
Cappello Colbacco (immagine)



FONTI
- Wikipedia.org
- Treccani.it

mercoledì 15 gennaio 2014

Béton-Ciré @ White Milano

Lo scorso weekend (11-13 Gennaio) si è tenuto a Milano il "White Trade Show" in occasione della MenFashionWeek2014. Ben 150 espositori internazionali in vetrina hanno dato vita a una fiera internazionale di moda contemporanea. L’edizione è stata dedicata alle collezioni uomo e alle pre-collezioni donna per l'autunno-inverno 2014/2015. La mostra, inoltre, prevedeva contenuti inediti sviluppati su sette aree tematiche, che hanno incontrato l’approvazione dei buyer internazionali. In tutto ciò, io son riuscito a intrufolarmi all'evento in qualità di collaboratore dell'agenzia che ha gestito la comunicazione e la promozione dell'evento sul web. Facendo parte dello staff, potevo dunque gironzolare liberamente tra i vari stand a caccia di nuove tendenze e, soprattutto, alla ricerca di nuovi cappelli. In particolare, un brand (che ancora non conoscevo) ha attirato il mio interesse: si tratta di Béton-Ciré, una collezione semplice ma che non passa di certo inosservata.


A metà strada tra una cuffia e un cappuccio, l'originale cappello da marinaio viene rivisitato e riprodotto a mano direttamente in Francia, creando una versione denim per un look decisamente urbano. Il dettaglio principale è, senza dubbio, la cinghia regolabile in pelle posta sul retro. Questa linea di cappelli è disponibile in diverse colorazioni e ha assolutamente tutte le carte in regola per diventare un'icona di moda "cappellaia" (in poche parole, accetto volentieri uno di questi in regalo).


FONTI

venerdì 10 gennaio 2014

Ti hanno mai spiegato che...

Il cappello è costituito solitamente da una tesa, detta anche visiera o falda, e dalla cupola, chiamata anche corona. La tesa copre la base della cupola, ovvero la parte del cappello a forma di calotta ovale oppure tronco-conica (a forma di cono senza punta, per intenderci). La tesa, inoltre, può essere piana o incurvata e con o senza bordura. Il termine visiera si utilizza maggiormente per indicare la parte sporgente di alcuni tipi di cappello, solitamente quelli sportivi. Ritornando a parlare della cupola, questa può anche recare 2 o 4 pizzicotti, essere incavata nella sua lunghezza o presentare una convessità (in tal caso si parla di C-crown). Alla base esterna della cupola può essere presente una fascia (nastro, cinturino o puggaree) di seta pesante, gros-grain o pelle, che può essere allacciata con un nodo o fiocco (rigorosamente sul lato sinistro); alla base interna della cupola, invece, può essere cucito un nastro di cuoio o stoffa. Inoltre, l'interno della cupola può essere foderato con stoffa anche nel caso in cui si trattasse di un cappello invernale. Svariati sono i materiali adatti a fabbricare un cappello, ma quello universalmente utilizzato è il feltro. Nonostante la sua primitiva funzione di protezione e copertura del capo, il cappello rappresenta oggi un forte simbolo sociale e una consolidata icona di moda.

FONTI