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giovedì 3 aprile 2014

Il Chullo

Il Chullo, spesso erroneamente noto come cappello nepalese, è un tipo di cappello originario del Perù e della Bolivia, realizzato in lana di vigogna, alpaca o lama. Senza dubbio sono delle specie animali molto rare e quasi mitologiche (ad esempio io non so quante zampe abbia una vigogna), ma si tratta di materiali isolanti che permettono a chi li indossa di affrontare le temperature rigide delle regioni montane che si trovano sulle Ande. Il cappello è un berretto che copre la testa fino alla fronte (fa brutto!), ed è provvisto di due estensioni sui lati che servono a proteggere anche le orecchie, e che in alcuni casi possono essere annodati sotto il mento.
Questo delizioso copricapo è stato persino indossato dal presidente boliviano Evo Morales durante alcune sue visite ufficiali. Non so se sia una moda, o se dipenda dalla banale necessità di coprirsi le orecchie dal freddo, ma ciò è bastato a farmi rendere conto del fatto che il Chullo è un capo interessante da eseguire a mano. Non solo per la presenza dei paraorecchie e per le tecniche richieste, ma proprio per il mix di colori e le numerose fantasie che regalano infinite possibilità espressive a chi si cimenti con l’impresa di realizzare personalmente un Chullo. L’unico vero problema è che risulta difficilissimo comprare uno di questi berretti per chi vive fuori dal continente americano.
Papi Papi, Papi Chullo... Papi Papi ven a mi!
Il Chullo (immagine)

martedì 4 marzo 2014

Charlie Chaplin e la sua bombetta

Ha fatto sorridere milioni di spettatori in tutto il mondo, è il mito della commedia cinematografica in bianco e nero e la sua bombetta è diventata il simbolo della comicità senza tempo! Charlie indossava proprio questo copricapo di feltro rigido e bombato, solitamente di colore nero, che ha conosciuto la sua massima diffusione tra il XIX e il XX secolo. Le origini del cappello risalgono al 1849, a Southwark (nei pressi di Londra), cioè quando al "cappellaio matto" Thomas William Bowler fu commissionato un cappello che fosse attillato e con la corona bassa (al contrario del cilindro fino a quel momento utilizzato) in modo tale da poter praticare la caccia a cavallo senza incappare in rami bassi o fronde che danneggiassero o facessero volare via il cappello. La bombetta, conosciuta nel mondo anche come bowler, derby o bombin, era il simbolo della classe operaia durante l'epoca vittoriana. Solo in seguito, entrò a far parte del dress code da lavoro degli ufficiali delle guardie della regina (God save the queen)... Tuttavia, in quel periodo, il copricapo più elegante rimase comunque il cilindro.
Ma se inizialmente le bombette si pagavano in sterline, oggi quanti euro servono per acquistarne una?
Io direi che con 99€ si può ottenere un bel cappello a bombetta "Bat Masterson Western Bowler Derby Hat" di feltro di lana 100% e con cupola alta 14cm, il tutto rigorosamente made in Italy. E' importante sapere, però, che la maggior parte della produzione viene ormai fatta su richiesta/prenotazione con un'attesa che si aggira indicativamente tra i 15 e i 20 giorni... Dunque muovetevi per tempo se volte godervi la vostra passeggiata a cavallo con un'elegante bombetta sulla testa.


Fonti
- wikipedia.org
- shop online at cappelleriamelegari.com


martedì 25 febbraio 2014

In moto ricorda di indossare sempre il "basco"

Il caro e vecchio basco è un copricapo di panno del tutto privo di falde e visiera. E' realizzato solitamente in maglia di lana, oppure in feltro. È spesso associato all'abbigliamento militare, poiché è proprio in questo campo che viene largamente utilizzato. L'originale basco è di qualità fina di produzione spagnola, o meglio, prodotto da Elosegui, storica azienda cappelliera a Tolosa (nei paesi baschi). I baschi di Elosegui, infatti, sono autentici e vengono prodotti ancora in pura lana con un processo di lavorazione antico, anche se oramai automatizzato (fortunatamente). Il basco è uno dei copricapi popolari più antichi e più utilizzati in tutta Europa: dalle linee semplici, dal prezzo "economico" e del tutto impermeabile, esso riassume ogni caratteristica del perfetto cappello da uomo. Viene proposto con varie larghezze di vuelo, ovvero larghezze del piatto, che vanno dai 24cm ai 34cm, passando dai 27cm che caratterizzano il basco standard. Può, inoltre, presentarsi foderato, sfoderato e in mille varianti cromatiche. 

In ambito militare, esso viene fabbricato con tessuti di diversi colori al fine di identificare le varie unità militari che lo adoperano. Di solito vi si appone un ulteriore fregio identificativo. Spesso viene leggermente calcato in cima al capo, e schiacciato solo da un lato (solitamente a destra) fino quasi ad arrivare a contatto con l'orecchio. Ma in generale, qual è il suo vero punto di forza? La praticità d'utilizzo: esso può essere arrotolato e infilato in una tasca, non pesa, non ingombra e si adatta a svariati stili di abbigliamento. In ambito civile, il basco ha spesso un abbellimento, detto purillo, una sorta di "picciuolo" posto al centro del copricapo che è il pizzo finale del filato con cui si è prodotta la maglia poi infeltrita con un procedimento simile alla lana cotta (what??). E i prezzi? Ebbene, online si trova di tutto e le cifre d'acquisto oscillano tra i 15€ e i 60€ (per un Borsalino, ovviamente).
'Accattativillo! Cappello basco (immagine)

Fonti
- Wikipedia.org
- Shop online at cappelleriamelegari.com



lunedì 20 gennaio 2014

Colbacco!

Il colbacco, chiamato in russo ušanka (ушанка), è un copricapo prevalentemente militare, ma usato anche in ambito civile, che presenta un bel rivestimento di calda pelliccia e una forma che può essere a tronco di cilindro o di cono. È caratteristico dei popoli del nord (o di quelli più freddolosi) e, durante la storia, è stato adottato anche da alcuni eserciti europei tra cui quello francese, infatti fu anche copricapo dei cacciatori a cavallo della guardia di Napoleone. Nonostante questo, nell'immaginario collettivo l'ušanka resta quasi esclusivamente associato alla divisa dei soldati sovietici della grande Armata Rossa, al popolo russo ed è tuttora considerato un simbolo nazionale della Russia. Il colbacco è un capello esclusivamente invernale e solitamente può essere di tre colori, nero, grigio e bianco. La variante in bianco aiuta a mimetizzarsi nella neve e, in situazioni di guerra, a non farsi vedere dai nemici (molto utile direi). Il colbacco scuro, invece, è indossato sia dai civili che dai militari. L'origine del nome deriva dal turco kalpakcioè "berretto di pelliccia", infatti questo copricapo è rivestito di pelo di foca/lupo/orso e presenta un tondino di pelle nera nella parte superiore. Indubbiamente il colbacco rappresenta oggi un accessorio davvero glamour e un'ottima soluzione contro il freddo, ma attenzione a non esagerare con grandezze o colori per non apparire bizzarri e ricordate di portare pazienza per i capelli completamente schiacciati una volta tolto il cappello. 
Cappello Colbacco (immagine)



FONTI
- Wikipedia.org
- Treccani.it